giovedì 6 novembre 2014

La degna conclusione di un viaggio...


Come tutti i viaggi, anche il Premio La Quara torna a "casa" , dopo la sua prima edizione.
E la sua casa, per ora, è ovviamente un libro.
Un libricino, in realtà, che si affaccia semplice ed elegante nelle librerie e sui comodini delle tante persone che l'hanno fino ad ora acquistato.
L'antologia "Viaggio fra le righe", infatti, raccoglie le storie dei 5 finalisti premiati lo scorso 4 ottobre, edito da Mup Editore di Parma.
Cinque storie, cinque scrittori molto differenti fra di loro, capaci in poche pagine di trasportare il lettore in mondi e tempi diversi, facendoci viaggiare nei loro viaggi, reali o immaginari, da Siena fino all'Australia, ad un pauroso ponte a strapiombo su un fiume.



Quindi, mentre qui a Borgotaro si lavora già per la prossima edizione, il nostro invito è quello di leggere queste storie, il volume è acquistabile on line sul sito della casa editrice.


Buon viaggio, a presto.



lunedì 6 ottobre 2014

Una giornata di grandi emozioni!

Si è conclusa con grande successo la cerimonia di premiazione del Premio La Quara 2014.
Una prima edizione che ci ha riempito di emozioni e di entusiasmo per continuare e crescere sempre di più con questa idea di concorso letterario.

Ecco il risultato finale del Premio:


 1° Classificato
Paolo Pergolari (Castiglione del Lago PG)
con il racconto “Mi piace il cuore della notte”Premio La Quara Borgotaro

2° Classificato
Davide Maceroni (Avezzano AQ)
con il racconto “Nel nulla profumato di tigli”Premio La Quara Borgotaro

3° Classificato
Alessandra Biagini (Firenze)
con il racconto “Giù in tandem”Premio La Quara Borgotaro

4° Classificato
Giuseppe Raspanti (Monticelli Brusati BS)
con il racconto “Carovana”Premio La Quara Borgotaro

5° Classificato
Angela Incutto (Montalto Offugo CS)
con il racconto “La storia di un amore”



venerdì 3 ottobre 2014

Conosciamo i finalisti: Paolo Pergolari

Ed oggi presentiamo l'ultimo dei 5 finalisti del Premio La Quara:




Paolo Pergolari, nato a Foligno nel 1949, inizia la sua attività lavorativa nel 1973 come ricercatore presso l'Università degli Studi di Perugia ma si dedica, nel frattempo, al teatro con il gruppo "New World" e coltiva la passione per la pittura allestendo alcune mostre in Umbria.
Laureato in Scienze Biologiche, dal 1977 lavora presso la Regione Umbria con la qualifica di dirigente.
Nel 1990 pubblica il suo primo romanzo: "Le dolci viole del pensiero" cui seguiranno: "I prigionieri del Palazzo" (1992), "Circostanze di famiglia" (1994) e "L'assoluto imbarazzante" (2004). E' in corso di stampa il suo ultimo lavoro: "Riflessi".
E' risultato vincitore di molti premi letterari a livello nazionale e suoi racconti sono presenti in diverse antologie e riviste letterarie.

giovedì 2 ottobre 2014

Il racconto premiato con la menzione speciale "Associazione Emmanueli"

Uno degli sponsor sostenitori del Premio La Quara è l'Associazione ricerche storiche A.Emmanueli, che ha voluto fortemente aggiungere una menzione speciale ad un racconto che in qualche modo ha un legame con il territorio.

Pubblichiamo oggi il racconto premiato, scritto da Guido Matrella di Noceto (PR)

Rosa psilophylla




PREMESSA
Sappia il lettore che la storia che si appresta a leggere è tratta da vicende umane realmente accadute. Date, nomi, luoghi, e situazioni sono stati opportunamente alterati per evidenti motivi di riservatezza e di opportunità. Ciononostante, l’essenza delle vicende narrate non è frutto di un artificio letterario. I rapporti di amicizia fra i protagonisti, le relazioni familiari, la difficile storia d’amore: tutto corrisponde a verità. Persino la lettera di cui fra poco saprete è stata effettivamente recapitata, ed io ho potuto leggerla con i miei occhi. Chi la conserva attualmente non mi ha concesso di farne una copia, per cui dovrete fidarvi della mia buona memoria. Prima che cominci la narrazione mi preme chiedervi una cortesia: non siate severi nel giudicare queste persone. E’ difficile la vita, certe volte, specie quando si è giovani, specie quando si è soli.

MERCOLEDÌ 17 LUGLIO 2013
La voce, incline all’intimazione, arrivava dalla sala: «Sergio, sparecchia tu che sta per cominciare “Un posto al Sole”», così Olga al marito, con la consueta perentorietà. Lui alzò gli occhi al cielo, sbottando qualcosa sottovoce, e ripose lo Ipad sul comodino dal quale lo aveva appena sollevato. Solitamente, Olga non perdeva occasione di rimbrottargli: «Ma stai sempre seduto in poltrona a perdere tempo con quel coso – si vede che non hai niente da fare – non come me – lo vedi che io non posso fermarmi un attimo – in questa casa tutto poggia sulle mie spalle». Quella sera, però, il rassicurante tintinnio proveniente dalla cucina – un rumore di stoviglie diligentemente riposte da Sergio nella lavapiatti – rasserenò Olga che, con impercettibile conciliazione, gli vociò dal divano «Oggi è arrivata una lettera per te. L’ho lasciata sul mobile, nell’ingresso, vicino al telefono».
«Una lettera?» pensò Sergio, che dal tono insolitamente azzimato della moglie aveva compreso che non si trattava di una comunicazione della banca, o dell’assicurazione, ma di una vera e propria lettera. «Lettere cartacee? Evidentemente c’è ancora chi ne scrive», rifletté tre sé, tra il divertito e l’incuriosito. Poi, inavvertitamente, obiettò a Olga: «Una lettera da parte di chi?».
«E che ne so io!» lo incalzò lei, virando immediatamente il tono verso l’aggressivo. Non aspettava altro che un’occasione per attaccare con la solita tiritera: «Non sono mica la tua segretaria. Pensi che abbia tempo da perdere, io. Chi li fa a me i miei lavori? Nessuno! E ci sarebbe pure la lavatrice da far
partire, quando la lavastoviglie avrà finito. Si ma io il bianco oggi l’ho già fatto. Se pensi che io passi la serata a caricare un’altra lavatrice ti sbagli. E quando lo stendo il bucato? … stanotte? E poi stasera devo stirare: c’è una pila di panni che se non mi ci metto stasera … con questo caldo poi … e lo sai che il condizionatore mi fa venire il torcicollo … ti avevo detto di portare su il vecchio ventilatore che sta in cantina …e ti avevo detto anche che … ».
Sergio ormai aveva chiuso le comunicazioni e non si stava curando affatto della sequenza di lamentele di Olga. Era completamente assorto nel pensiero della lettera e si stava indirizzando al mobile dell’ingresso accompagnato da un presentimento inconscio che lo teneva leggermente in tensione. Non era ancora riuscito mettere a fuoco la sua intuizione eppure, dentro di sé, sentiva che si stava improvvisamente risvegliando qualcosa. Come se un pezzo di vita a lungo rimosso dalla coscienza volesse tornare in auge per far parlare di sé. Una di quelle storie che si preferisce non ricordare, che si vorrebbero cancellare dalla memoria e che, dai e dai, alla lunga, sembra proprio che non abbiano lasciato traccia. E invece, sono come la polvere che si accumula, nascosta sotto al letto: non la vedi e puoi ignorarla, puoi disinteressartene, ma resta sempre lì, sotto al letto.
La lettera giaceva sul mobile dell’ingresso, esattamente di fianco al telefono, lì dove l’aveva lasciata Olga. Sergio la sollevò, soppesandola e scrutandola attentamente. Il suo nome e l’indirizzo erano scritti con una calligrafia ampia e chiara. Sul retro, anziché che le generalità del mittente, una frase. Otello ne fu scosso. Un turbinio di emozioni gli si annidarono
nella pancia come se la parca cena appena ingurgitata si fosse trasformata in una vertigine di aspidi indispettite che gli si attorcigliavano nelle budella. Come un bagliore negli occhi, così un flash gli illuminò la memoria e tutto tornò alla mente quasi non fosse passato nemmeno un giorno da allora, quando era solo un ragazzino. Rilesse la frase lentamente, scandendo le parole una ad una: “Uno nel fiume, tutti nel fiume – Uno nel bosco, tutti nel bosco”.

TRENT’ANNI PRIMA
Nell’estate borgotarese del 1973, Sergio aveva 10 anni. Passava le sue interminabili giornate con Attilio e Diego di 11 e 9 anni. Luca, il miglior amico di Sergio e suo compagno di scuola, completava la compagnia, 10 anni anch’egli. Taciturno ed introverso, Luca era semplicemente quello più tenace e coraggioso della banda, o forse solo quello un po’ più incosciente. Lesto come nessuno ad arrampicarsi sugli alberi, pratico di boschi e sentieri, aveva imparato dalla nonna materna i rudimenti dell’arte più ambita fra gli abitanti del paese: andar per funghi. Una capacità, quest’ultima, che lo rendeva particolarmente gradito agli occhi del vecchio: Aldo – nome di battaglia Puma, così lo chiamavano tutti – era stato partigiano e ora passava il tempo a bere vino, fumare sigari toscani e sputare per terra. I quattro ragazzi, quell’estate, passavano spesso le loro lunghe serate a bighellonare in paese, dove i vecchi giocavano a carte seduti ai tavolini dell’osteria.
Piaceva, al Puma, parlare coi ragazzini, anche se si fingeva disturbato dalla loro chiassosa presenza, e per ribadire il concetto in modo inequivocabile scagliava, di tanto in tanto, qualche sonora bestemmia.
Aspettava, il Puma, che il sole scemasse dietro le montagne per tirare fuori i racconti della guerra, che facevano venire la pelle d’oca ai ragazzini, che poi la sera faticavano a prender sonno. Una volta erano i morsi della fame che facevano andar giù di matto anche i più forti di spirito, altre volte il rumore assordante dell’artiglieria che risuonava in testa per giorni interi, altre ancora era la tristezza e lo smarrimento dei
bambini rimasti senza i genitori o la vista dei corpi umani dilaniati quella volta che avevano fatto saltare in aria un convoglio tedesco. E poi c’era la storia delle armi dei partigiani.
Diceva, il Puma, che alla fine della guerra, i partigiani decisero di nascondere le loro armi in una grotta e di non consegnarle alle autorità, che non si sapeva mai.
Sosteneva, il Puma, che nemmeno lui si ricordasse dove fosse di preciso quella grotta, tanto era stato difficile raggiungerla, di notte, in mezzo ai boschi.
Favoleggiava, il Puma, di dozzine fra mitra inglesi Sten e di MP40 tedeschi, di MAB38 Beretta e di fucili Carcano mod.91, per non parlare delle pistole e di qualche granata, perfino.
Parlava, il Puma, facendo pause misurate da oratore navigato: parlava e beveva, beveva e fumava, fumava e sputava, e più sputava, più quei racconti sapevano di verità, acquisivano una patina di vissuto che prevaleva sulle inevitabili licenze che condivano la narrazione.
Di tutti i ragazzetti che ascoltavano, Luca era il preferito dal Puma. Forse perché aveva occhi neri e limpidi, o perché il suo viso – come quello del Puma – non lasciava trapelare mai nessuna emozione, o perché non interrompeva mai la narrazione con sciocche domande da bamboccio, e sembrava che nemmeno respirasse tanto pendeva dalla bocca del Puma.
Nella notte fra il 9 e il 10 luglio del 1973 il Puma morì, portandosi nella tomba tutte quelle storie sulla guerra e sui partigiani. Il funerale fu solenne. Il corpo bandistico suonò
“Bella Ciao”; i vigili innalzarono i gonfaloni del Comune; il Sindaco, sinceramente commosso, espresse parole di ringraziamento per il Puma e per chi, come lui, aveva lottato per la libertà.
Sarà stato per una forma di rispetto nei confronti del vecchio, o per tenere in vita i suoi racconti o, più probabilmente, perché spinti da inconsci ed ancestrali archetipi che, pochi giorni dopo, i quattro inseparabili amici pronunciarono solennemente la promessa che li avrebbe legati per la vita. Entrati nel cimitero di nascosto, in una notte di luna piena, poggiata una mano sulla tomba del Puma e quell’altra sul cuore, siglarono un vero e proprio patto di fratellanza, recitando la formula da loro stessi coniata: “Uno nel fiume, tutti nel fiume – Uno nel bosco, tutti nel bosco. Maledetto sia per sempre chi tradisce il giuramento”. E così si promisero che la loro amicizia sarebbe durata per sempre, che per tutta la vita ognuno avrebbe potuto contare sull’aiuto e la fedeltà degli altri, e che nessuna femmina o nessuna ricchezza avrebbe avuto la precedenza sulla loro fraterna alleanza.
I quattro passavano molto tempo a casa di nonna Peppa, appena fuori dal paese, ai margini del bosco. Giuseppina era la sola nonna di Luca. Non aveva marito, e così neppure la mamma di Luca che lavorava come stiratrice in una lavanderia del paese e in casa non c’era praticamente mai. Il nipote l’aveva cresciuto lei, e gli aveva insegnato a leggere il bosco quando se lo portava dietro in cerca di erbe e piante officinali. Peppa era una “madgona”: segnava il fuoco di Sant’Antonio e le emicranie, toglieva il malocchio, massaggiava slogature e produceva sieri e pomate per ogni sorta di problema:
dall’impotenza, alla psoriasi, dalla sterilità, alle emorroidi, e prediceva il sesso dei nascituri molto prima che l’ecografia diventasse prassi comune. La mano destra era quella calda, quella curativa, dai cui usciva il “fluido”; quella sinistra era la mano fredda, usata per diagnosticare e percepire quello che le parole non sapevano, o non potevano, dire.
Dal giorno di San Giovanni fino ad agosto inoltrato, una volta alla settimana usciva all’alba per andare nel bosco a raccogliere essenze. L’iperico, un’erba dalla quale ricavava un unguento color rosso-sangue per lenire le ustioni. Usava la piantaggine per curare la tosse e la diarrea. Con le foglie di moro guariva la faringite. Il mirtillo era buono per le placche bianche del mal di gola. La gente si fidava ciecamente di lei anche se nessuno amava confessare pubblicamente di servirsi dei suoi “poteri”. Peppa diceva che i “poteri” si trasmettono da nonna a nipote, e come lei li aveva ereditati da sua nonna, così li avrebbe ricevuti Luca, … se fosse nato femmina. In caso di nipoti maschi si saltava una generazione. Ma poiché, purtroppo, Luca era maschio non aveva poteri, se non quello di mettersi in qualche brutto guaio e di inguaiare pure qualche ragazza: questa era la specialità dei maschi, secondo Peppa.
I ragazzi spesso partivano dalla casa di nonna Peppa per spingersi nel bosco in cerca di avventure e luoghi misteriosi. Sognavano di scovare la grotta segreta dei partigiani in cui avrebbero trovato le armi della guerra. Ma nonna Peppa non approvava e si arrabbiava. Diceva che non dovevano perdere tempo a rincorrere le storie del Puma, che lei lo aveva conosciuto, tanti anni prima, e che era un gran contafrottole ed affabulatore. Secondo lei, non era nemmeno un vero
partigiano ma un furbo che sapeva raccontarla nel migliore dei modi e sempre per un suo tornaconto personale.

NATURALMENTE UN’EROINA
Finì l’estate del 1973 e ricominciò la scuola. Tuttavia, non passò giorno che i quattro ragazzi non si incontrassero, anche solo per pochi minuti, per parlare delle loro avventure, vere o immaginarie che fossero, per progettare escursioni e missioni, o anche soltanto per desiderare la prossima lunga estate. Giornate lunghe come eternità si rincorrevano nelle loro vite acerbe.
Nel corso degli anni le esperienze vissute insieme non si contavano più. I loro giochi, da marachelle di bambini, di anno in anno, si trasformarono prima in avventure temerarie, poi in intemperanze adolescenziali, e infine divennero vere e proprie ribellioni. Una volta, per andare a fumare qualche spinello di nascosto nel bosco, appiccarono involontariamente un incendio che per poco non arrivò alle case. Un’altra volta, decisero di saltare la scuola portandosi con loro, in giro per i boschi, un’amica piuttosto generosa – nella taglia del reggiseno come nel soddisfare le loro giovani dimostrazioni di vitalità. Qualcuno li vide e avvisò i Carabinieri e per poco non furono denunciati tutti e quattro per atti osceni in luogo pubblico. Ma non era solo voglia di vivere quella che cresceva nei loro animi, specialmente nel cuore di Luca: covava in corpo una sensazione che fino a quel momento era stata appannaggio di intellettuali, poeti ed artisti, e che la “modernità” aveva ormai reso un’esperienza di massa: il male di vivere.
Nella torrida estate del 1980 entrò nel gruppo dei quattro ciò che poi avrebbe distrutto la loro amicizia: l’eroina. Luca
quell’anno cambiò vita, compagnie e conobbe Sara. Lineamenti sottili e proporzionati, magrissima, occhi cerulei di una tristezza infinita, capelli castano chiaro, lisci a coprire tutta la lunghezza della schiena. Faceva l’operaia in una fabbrichetta locale, ed era più sola di Luca. Si misero assieme, e assieme si lasciarono avviluppare dall’eroina, dalla sua promessa di fuga. Dove fosse il confine fra dipendenza, amore, infelicità, masochismo o nichilismo, nessuno lo saprà mai. E’ certo solo che Luca fu il primo a rompere il patto di fratellanza che aveva stipulato pochi anni prima, in una notte di luna piena, sulla tomba del Puma. E la maledizione non tardò a presentarsi per riscuotere il pegno. Perché il patto non diceva “uno all’inferno, tutti all’inferno”. Ed era lì che Luca puntava diritto, scivolandoci sempre più velocemente.
Seguirono tre anni drammatici. Nonna Peppa avrebbe provato ad aiutarlo ma lui non sentiva ragioni. I suoi occhi non erano più limpidi ma perennemente iniettati di sangue, come uno che non dorma ininterrottamente da un secolo. Era entrato e uscito dal carcere un certo numero di volte per possesso e spaccio. Sergio, Attilio e Diego avevano preso a fare un po’ di colletta, una volta al mese, per evitargli di mettersi a rubare, o peggio. Ma le esigenze di Luca stavano diventando insostenibili. Si arrangiava con lavoretti occasionali, quando non stava male, ma il suo corpo gli richiedeva, ormai, dosi quasi quotidiane, ed ogni volta erano almeno ventimila lire. E poi c’era Sara.
La sua situazione era diversa. Stava ancora sull’orlo del baratro, lei. Aveva saputo tirare il freno per tempo. Non si era lasciata trascinare da Luca nel gorgo. Quando Luca era dentro – o troppo fuori – i tre amici, ora anche suoi amici, si
occupavano di lei. Si passavano così lunghe serate intorno ad un tavolo di formica, ricoperto di pacchetti di Marlboro e bottiglie vuote di Peroni. Nessun lampadario, le lampadine appese ai fili dell’elettricità. Pareti bianche e sporche, completamente nude, senza nemmeno un quadro o un poster. Solo un giradischi sfiancato dall’usura, un divano sfondato e, quando andava bene, una canna da farsi passare. E giù, a raccontarsi la vita e la spensieratezza precocemente svanita alle loro spalle. Anni in cui l’esperienza più forte che potevano provare era mangiare la crostata di rosa canina di nonna Peppa, che rimetteva in piedi pure i moribondi. Ma non c’era angoscia nella nostalgia. Si tirava avanti in attesa di un fenomeno esterno che cambiasse le cose. Arrivò. Ma dall’interno.
Nel gennaio del 1983 Sara saltò il ciclo per la prima volta in vita sua. Non passò molto tempo prima di capire che fosse incinta. Senza un lavoro sicuro, una casa abitabile, un uomo affidabile al suo fianco, Sara proprio non se la sentiva di avere un figlio. Lo comunicò a Luca, in modo asciutto ed essenziale, com’era lei. Ma lui non la prese bene, per nulla. Vittima di una logica confusa e farneticante, ipotizzava che quel figlio avrebbe potuto essere la svolta che stavano aspettando. La rivelazione, la motivazione, la leva, per smettere con la droga, per scuotere le loro vite. E voleva quel bambino in maniera assoluta. I due litigarono violentemente fino a tarda notte. Sara voleva andarsene, più tempo passava con lui più capiva che non aveva alternative all’aborto. Le grida erano così forti che alla fine qualcuno chiamò i Carabinieri, a dire il vero più per gli schiamazzi che per la preoccupazione. Quando arrivarono, Sara aprì lesta la porta, piangeva lacrime di un’infelicità così
profonda che avrebbe messo a disagio anche il più duro dei militari. Essendo Luca ben noto alle forze dell’ordine se lo portarono via, che sapevano ben loro come si calmano gli animi in questi casi. La mattina dopo la notizia fece veloce il giro del paese. Sergio chiamò Sara al telefono: «Ma che cosa è successo?», e lei laconica e sbrigativa: «Ora non riesco, devo uscire, ti spiegherò, …». Sara riempì velocemente una scarna valigia, intenzionata a raggiungere Genova dove pensava di abortire grazie all’aiuto qualche conoscenza. Prima di partire passò dal titolare della fabbrica determinata a procurarsi un po’ di contanti. Vedendola arrivare con la morte negli occhi e la valigia in mano fu lui stesso a fargli una specie di regalo, trecentomila lire. Del resto se fosse stata regolarmente assunta le avrebbe dovuto una liquidazione ben maggiore. Poi salì in una vecchia FIAT-127 celeste, stinta e scassata, e partì.
Uscito dalla caserma, Luca si precipitò da Sara ma a casa non la trovò. Chiese informazioni in giro e lo avvisarono che se n’era andata con una valigia. Sara non aveva nemmeno parenti a cui fare domande. Parenti sobri, intendo. Luca era sconvolto. La rabbia e un senso di vuoto indicibile gli stracciavano l’anima a brandelli. Per prima cosa, tornò a bucarsi. Poi, ancora in balia dell’eroina, se ne andò da Sergio. Lui scese con l’idea di aiutarlo. Ma Luca non voleva aiuto, voleva solo Sara, voleva solo un’altra possibilità. Nessuno l’aveva mai visto in uno stato simile, nessuno eccetto lei. Gridava, si dimenava, sconnesso e minaccioso, allo stesso tempo debole e forte. Avrebbe potuto stenderlo con una sberla ben assestata ma si sarebbe rialzato 10, 100, 1000 volte. Parlarci era impossibile. Luca si scagliò contro Sergio, pieno di muto risentimento. Incapaci di comunicare si accapigliarono per qualche minuto.
Sergio cercò di tenerlo fermo, di bloccarlo. Poi Luca crollò, da solo. Si accasciò e cominciò a piangere singhiozzando, cercando di imbastire un pensiero sul da farsi. Aveva toccato il fondo, almeno così pensava, ingenuamente. Disse a Sergio: «hai dei soldi?». Sergio corse in casa e scese con centomila lire. Lui, che ne frattempo si era acceso una sigaretta, li afferrò senza dire nulla, senza guardarlo in faccia, si girò e sparì. E da allora nessuno lo vide più.

LA LETTERA
Caro Sergio,
il tuo perdono prima di tutto. Mi sembra di riuscire ancora a sentire la tua voce nel nostro ultimo dialogo, quando poi sparii senza darti nessuna spiegazione. Quanti anni sono passati da allora? Trenta, più o meno. Chissà per quanto tempo l’hai aspettata la mia versione dei fatti, prima di sfocare quella storia e portarla in secondo piano, per poi riporla definitivamente in un angolo della memoria e confonderla con il rumore stesso della vita e del tempo che passa. Ti chiedo perdono ora per quello che ho fatto allora. Avevamo un patto segreto tu ed io, ed io l’ho infranto. Non avrei voluto, ma è successo. E ti chiedo scusa se, oggi, con questa mia lettera, vengo ad agitare le tue acque, a sollevare il fondale, come una sogliola smaniosa rimasta per troppo tempo sepolta sotto la sabbia.
Secondariamente, il motivo. Sto morendo. Per la precisione, mi restano pochi mesi di vita. Anche al netto del pessimismo ipocrita dei dottori credo di riuscire a strapparne ancora sei. Del resto, che sto morendo me lo sento dentro, nelle ossa, nel midollo. Credimi, Sergio, per quanto ci si possa idealmente immedesimare in una persona che affronta consapevolmente i suoi ultimi giorni di vita, non è cosa che si possa capire. E neppure spiegare. Ti si apre nella mente un baratro che nessuna logica può riempire. Ma non ho paura. In fondo il mio è una specie di privilegio. Mi è dato di conoscere con un certo anticipo l’apparire di una evento che, per i più, arriva assolutamente inaspettato. Ho il tempo di prepararmi e di
chiudere vecchie questioni insolute, come la nostra. C’è qualcosa di sarcastico in tutto questo. Sapessi quante volte l’ho desiderata e invocata la mia morte, allora. E ora che è qui, prossima, non sento nessuna particolare emozione se non una sorta di nostalgia della gioventù, mischiata ad una specie di noia. Forse questa lettera è anche un tentativo di sfuggire alla noia, e alla solitudine. Certamente non è dettata dal desiderio di sfuggire al mio destino.
Ora qualche rimorso. Per i primi anni dopo la mia partenza ho pensato a te con una certa insistenza. Sai cosa avrei voluto? Che tutte le volte che ti stavo pensando tu potessi avvertirlo, sentendo nella mente un rumore, un suono: il tic-tac di una sveglia, il cigolio di un piccolo ingranaggio arrugginito, o qualcosa di simile. Meglio ancora una musica, un motivetto, come il tema di Lara del Dottor Zhivago. Avrei voluto che, in questo modo, tu fossi consapevole di tutte le volte che eri presente nella mia mente. E mi piace pensare che, in principio, saresti stato infastidito dalla frequenza con la quale venivo a distrarti. Ma poi, saresti stato piacevolmente stupito dalla mia costanza. E dopo ancora, incuriosito dalla mia insistenza. E avresti iniziato a farti delle domande, ad arrovellarti su cosa io stessi pensando e cosa avessi mai da immaginare riguardo a te, a tutte le ore del giorno e della notte. E magari, prima o poi, consumato dalla curiosità e dall’insonnia, saresti partito per venirmi a cercare, abbandonando tutto e tutti, per venire a chiedermi: «perché pensi a me in continuazione? cosa hai da dirmi?». E mi piace sognare che lo avresti fatto davvero, se solo io ti avessi lanciato qualche segno o ti avessi fatto arrivare qualche informazione al mio riguardo. Ma queste sono solo
fantasie e rimorsi che mi porto dentro e che riaffiorano ora davanti al grande spauracchio dell’assenza definitiva.
Sveliamo il segreto. Se sparii è perché ero incinta e volevo abortire. Ma non ero incinta di te. Non c’erano altre soluzioni che non l’aborto, o sparire. Prima di partire passai da nonna Peppa. Lei capì tutto senza nemmeno farmi aprire bocca. Aveva capito tutto anche di noi. Mi leggeva dentro come se la mia anima fosse il diario di un’adolescente fintamente nascosto nel cassetto, per essere letto dalla mamma con cui non riesci più a comunicare. Mi fece sedere, mi preparò una tisana delle sue, poi mi guardò nel bianco degli occhi tirandomi in basso le palpebre col pollice. Appoggio una mano sul mio ventre e l’altra sulla mia fronte e, dopo qualche secondo di silenzio e concentrazione mi disse: «E’ femmina!». Lo disse con sollevazione, come se volesse dire “Grazie al cielo!”. Il suo viso era talmente sereno e rassicurante che in quell’istante capì che non avrei mai potuto rinunciare a mia figlia. Mi misi a piangere, Peppa mi abbraccio, mi diede dei soldi che teneva ben nascosti a Luca, e poi me ne andai a Genova. Li nacque mia figlia Anna. L’ho cresciuta da sola, lavorando duramente, in una città difficile ma che, almeno allora, sapeva accogliere tutti. Non ho sentito il bisogno di nient’altro, mi credi? Non ho mai più toccato nessuna droga. Incredibile no? Fa eccezione solo qualche oppiaceo che mi somministrano ora, di nascosto, per farmi sopportare il dolore. Non potrei davvero farne a meno. Di te so che ti sei laureato, che ti sei sposato e che vivi ancora a Borgo. Il tuo indirizzo l’ho trovato sul sito delle pagine bianche. Ti abbraccio Sergio, e salutami anche Attilio e Diego. Sono certo che hai mantenuto i contatti con loro. Non scorderò mai quello che
avete fatto per me. Non scorderò mai quegli anni. Di Luca non ho voluto sapere più nulla. Tanto lo so com’è finito. Lo sapevo già allora, lo sentivo, per questo sono scappata, morire in due non avrebbe avuto senso. Grazie di tutto. Addio.

ANDAR PER FUNGHI
E’ arrivato il momento del commiato. C’è giusto lo spazio per qualche ulteriore dettaglio d’appendice.
Sara morì molto prima dei sei mesi che aveva preventivato. In un certo senso, la natura si riprese quell’effetto sorpresa che la scienza medica voleva disinnescare. Se il particolare può essere di qualche interesse, Sara morì nel sonno. Sua figlia Anna, che la trovò al mattino, disse che il suo volto era sereno, quasi sorridente, come se avesse lasciato questo mondo mentre sognava. Cosa stesse sognando non ci è dato sapere. A me piace credere che pensasse ad un nipotino. A quell’esperienza, il diventare nonna, che la vita non le aveva dato il tempo di provare.
Anna, aveva ultimato gli studi di osteopatia ed erboristeria, lavorava a Genova, ma meditava di trasferirsi all’estero, visto che non doveva più occuparsi della mamma e che l’Italia stava diventando un paese sempre più cinico e amaro. Anna aveva bisogno di più “magia”, ora vive a Marsiglia. Sara non le disse mai nulla a riguardo di sua nonna Peppa. Tuttavia la somiglianza fra lei e la madgona sono indiscutibili. Una massa di capelli ricci e neri, così tanti da ispirare fiducia, segnano una netta differenza con sua madre. Il fisico longilineo e asciutto, quello sì, l’avevo preso da Sara. Gli occhi no. Neri e limpidi erano quelli di suo padre. Ma non ne aveva mai visto nemmeno una foto e nemmeno l’avrebbe vista mai, se non fosse che … ma questa è un’altra storia.
Certamente, quel lontano giorno del 1983, nonna Peppa aveva sentito l’energia della sua stirpe agitarsi nel ventre di Sara. E Anna, seguendo inconsciamente l’istinto, che sempre l’aveva guidata nella sua vita, aveva seguito le sue inclinazioni naturali, sviluppando i suoi talenti, e trovando un modo tutto suo per aiutare gli altri. Seguì, in sostanza, la sua vocazione o, per chi come me lo preferisce, il suo destino.
Luca, in un primo momento, aveva pensato di mettersi alla ricerca di Sara. Ma non sapeva proprio da dove cominciare. Girovagò per un po’. Finì a Milano e divenne uno di quei tanti fantasmi che orbitavano nel raggio di un 1km dalla Stazione Centrale. Si faceva chiamare, non senza qualche autoironia, il Puma. Una vita di stenti e sofferenze, umiliazioni e violenze. Una vita breve tuttavia. Il 23 giugno del 1985 morì di overdose in appartamento occupato abusivamente da un gruppetto di compagni di sventura. Erano anni, ormai, che cercava la morte ma non era stato affatto facile trovarla. Nonostante fosse quasi irriconoscibile (poco più di 50 Kg di pelle ed ossa), la tempra del suo corpo era quella di un montanaro. Era il più forte e il più lesto a salire sugli alberi, lui. Aveva un coraggio invidiabile, lui. Ed un talento raro per cercare i funghi. Sì, i funghi. Trovare la felicità nella vita è un po’ come andar per funghi: il risultato non è affatto scontato. E se non li conosci più che bene, quello che pensi essere il premio della tua affannosa ricerca può anche ucciderti. E per la vita non c’è micologo che aiuti. Solo cuore, fegato e un po’ di fortuna.

mercoledì 1 ottobre 2014

Davide Maceroni e il profumo dei tigli

Un giovanissimo finalista del premio La Quara è Davide Maceroni, col il suo racconto "Nel nulla profumato di tigli".




Nasce ad Avezzano, in provincia di L'Aquila, il 16 luglio 1988. Consegue la maturità scientifica presso il liceo scientifico V. Pollione, e poi studia lingue lingue e culture europee presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi dell'Aquila laureandosi nel 2013 con una tesi riguardante il linguaggio politico.
Si appassiona alla letteratura fin da bambino, cosa che lo porta a conoscere i romanzi moderni, ma soprattutto i grandi classici della letteratura italiana e straniera. A poco a poco scopre la scrittura, ma arriva a coltivare questa passione solo una volta conclusi gli studi.
Nel 2014 pubblica il romanzo Crisi nell’alto dei cieli (Lettere Animate Editore), e ottiene due pubblicazione in antologie di premi letterari con le poesie La custode dei sogni in La luna tra sogno e realtà (Masolino Edizioni) e Carnevale, il giullare vagabondo in Antologia del premio di poesia nazionale Sergio Canuto..
Attualmente collabora come insegnante di lingue in un’associazione avezzanese che segue i ragazzi nel doposcuola.





martedì 30 settembre 2014

Rosa Psilophilla : menzione speciale Emmanueli

Riveliamo oggi l'autore vincitore che riceverà la "Menzione speciale"dell'Ass.ne Emmanueli.
Si tratta di Guido Matrella, 40 anni, laureato in Ingegneria Elettronica, ricercatore presso il Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell'Università degli Studi di Parma.
Il suo racconto per il Premio La Quara si intitola "Rosa Psilophilla".
Complimenti!

lunedì 29 settembre 2014

PREMIO LA QUARA :
IL 4 OTTOBRE A BORGOTARO
UNA GIORNATA DEDICATA AL PIACERE DI SCRIVERE

Cresce l’attesa per la cerimonia di premiazione del Premio La Quara, il concorso letterario per short stories che vedrà la sua conclusione sabato 4 ottobre a Borgo Val di Taro.
Anche se solo alla prima edizione, questo premio, creato da un comitato organizzativo di cui fanno parte fra gli altri la Biblioteca Manara, il Comune di Borgotaro e l’associazione Emmanueli, ha già riscontrato un grandissimo successo, con ben 205 racconti pervenuti ed iscritti, da cui sono stati selezionati i 5 finalisti che saliranno sul palco dell’Auditorium Mosconi.
La ricetta del successo di questa iniziativa culturale?Qualità, soprattutto, nella scelta della giuria, che vede nomi di spicco come Guido Conti, Luca Ponzi e il presidente di giuria Antonio Ferrari, redattore del Corriere della Sera, e tanta, tantissima presenza sul web e sui social network.Una scelta precisa, che proietta questa iniziativa su tutto il territorio nazionale, intercettando attenzioni ed energie a 360 gradi.I 5 finalisti sono infatti un gruppo molto eterogeneo, dai 26 ai 65 anni, provenienti da Calabria, Toscana, Umbria, Lombardia e Abruzzo.
“Siamo molto orgogliosi – ha dichiarato il sindaco di Borgo Val di Taro, Diego Rossi-di come questo progetto abbia subito acquistato una sua chiara identità, contraddistinto dalla presenza di giurati di grande spessore culturale, e dalla passione che Borgotaro dimostra da sempre rispetto alla cultura e ai libri”.


Le loro storie prenderanno vita sul palco del Mosconi, grazie alla partecipazione della compagnia teatrale Zona Franca, di Franca Tragni, e agli intermezzi musicali del Riccardo Costa Trio.Il principale sponsor della manifestazione, Banca Monte Parma, assegnerà poi una menzione speciale alla giovanissima Beatrice Azzolina, diciottenne di Verona autrice del racconto “Mare nostrum” .Ospite speciale del pomeriggio, poi, lo scrittore di fama internazionale Marco Buticchi, che alle 18.30 presenterà il suo ultimo romanzo “La stella di pietra” sulla splendida terrazza dell’hotel Roma, durante un aperitivo letterario aperto a tutti, dove l’autore rilascerà per l’occasione copie autografate dei suoi più famosi romanzi.

Per informazioni e accrediti stampa
Segreteria organizzativa Premio La Quara
Piazza Manara 743043 Borgo Val di Taro –PR- Tel.0525-96796
premiolaquara@gmail.com
www.premiolaquara.blogspot.com

domenica 28 settembre 2014

Conosciamo i finalisti : Giuseppe Raspanti

Conosciamo oggi il terzo finalista: Giuseppe Raspanti



Di padre siculo e madre pugliese, ė nato a Mantova nel 1953. Per lavoro si ė occupato per molto tempo degli aspetti commerciali in vari settori aziendali ma le vere passioni della sua vita, spesso le ragioni stesse del suo scrivere, sono state il teatro d'avanguardia e il basket. Ė stato organizzatore di spettacoli e di eventi culturali negli anni '70 e '80 nella città natale e poi collaboratore delle pagine sportive del Giornale di Brescia a più riprese fino alla primavera del 2014. Ha pubblicato nel 2012 per i tipi della 'Ave it di Rovato il volume 'Fabbriche nella notte' raccolta di racconti brevi e di poesie; dal l'aprile 2014 la compagnia 'i Rimbalzi' porta in scena 'Diagonale', atto unico scritto e diretto dall'autore: un testo rappresentato con i tratti appunto tipici del lontano, ormai quasi sconosciuto, teatro d'avanguardia.
Dal 2005 vive nel bresciano, tra lago e vigneti

giovedì 25 settembre 2014

Menzione speciale Banca Monte Parma

Menzione speciale Banca Monte Parma:

Vince il racconto "Mare Nostrum", di Beatrice Azzolina.

Giovanissima scrittrice, Beatrice ha 18 anni e frequenta la quinta liceo scientifico a Verona, da qualche anno si è appassionata alla letteratura e ha iniziato a scrivere. Oltre a riflessioni e a racconti brevi scrive anche su un blog tematico, letteravita.wordpress.com . Progetti per il futuro: frequentare l’università di lettere a Bologna e di intraprendere la carriera di scrittrice e di critica.


martedì 23 settembre 2014

Conosciamo i finalisti : Angela Incutto e l'amore per Siena

Continuando sulla parte "rosa" dei finalisti del Premio La Quara, vi presentiamo oggi la seconda, Angela Incutto.

Nata nel 1988, vive in provincia di Cosenza. Laureata in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Siena, ha appena terminato la pratica forense e collabora con uno studio legale. Nella sua attività di scrittrice, ha già ottenuto successi a premi letterari e le sue opere sono pubblicate in antologie come “Diglielo al vento - Donna in poesia-versi al femminile” e “Donna sopra le righe”.



Ecco come ci parla di sè:

Ho letto il mio primo vero libro a 5 anni. Non potrò dimenticarlo, la versione Disney del "canto di Natale" di Dickens. Lo ho amato. Ed ho amato la lettura da quel momento in poi. Un amore profondo e viscerale. Pensavo che non avrei potuto avere passione più grande nella vita. Ma mi sbagliavo. Qualche anno più tardi ho capito che c'era una cosa che mi piaceva più di leggere: scrivere. Ho iniziato a scrivere in ogni forma e con qualsiasi strumento.Ma ciò che mi fa sentire viva è prendere un foglio di carta ed una penna ed inventare storie. Raccontare. Riempire di parole un foglio bianco mi dà la sensazione di avere un posto nel mondo. Le parole messe per iscritto con una grafia imperfetta e sbavata sono il mio pane quotidiano. I tasti di un computer non mi danno la stessa soddisfazione.
Scrivere non è solo un hobby o una passione. È quello che faccio ogni giorno nella vita, seppur in forme diverse.
Sono laureata in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Siena, ho appena terminato la pratica forense e collaboro con uno studio legale di Siena. Fra qualche mese sosterrò l'esame di abilitazione all'esercizio della professione di avvocato.
Ho capito che avrei voluto fare l'Avvocato a 13 anni. Ho lasciato la mia casa a 18 e sono andata via per inseguire quel sogno a 700 km di distanza in una città, che è quella nella quale ancora vivo, che amo profondamente e che ha ispirato il mio racconto: Siena.

sabato 13 settembre 2014

Conosciamo i finalisti : Alessandra Biagini

Svelati i nomi dei finalisti che saliranno sul palco della premiazione il prossimo 4 ottobre, iniziamo a conoscerli singolarmente.

Iniziamo oggi con Alessandra Biagini, autrice di "Giù in tandem".


Alessandra Biagini è nata a Firenze nel '71, sotto il segno dei Pesci (ascendente Gemelli). Dopo la laurea in Economia e Commercio, sul finire degli anni novanta, affascinata da Internet - che si stava diffondendo anche in Italia - e sicura che la Rete avrebbe rivoluzionato il mondo, ha iniziato a lavorare sul web in qualità di marketing manager presso una nota web company e, successivamente, come e-commerce manager nel settore della moda.
Le sue grandi passioni sono la chitarra classica, la recitazione, il cinema, i libri e, ovviamente, la scrittura. Tutti gli anni - di solito verso maggio - cerca disperatamente di ricominciare a correre per rimettersi in forma, ma con pessimi risultati. In compenso - sempre tutti gli anni - ama andare a mangiare in qualche trattoria fuori porta con gli amici, alla ricerca di buon cibo e buon vino. Tra le sue frasi preferite, una battuta del comico Alessandro Bergonzoni: "Io sono per le facoltà. Non quelle scientifiche, umanistiche, economiche, etc. ma mentali". E un'altra del grande scrittore John Fante: "Capii che potevo respirare, potevo vedere orizzonti invisibili".
Finalista, in più di un'occasione, a dei concorsi letterari, è stata pubblicata in varie antologie di racconti, tra cui “Io Racconto 2011”, “Una Storia Sbagliata 2014” e nell'antologia del premio 'La Quara': “Viaggio fra le righe”. Inoltre, ha collaborato alla realizzazione dei testi per il DVD “Dieci anni medicei” (2012) della casa di produzione fiorentina Tedavì '98.
Se avesse una macchina del tempo tornerebbe subito nella Parigi degli anni '20, come il protagonista del film 'Midnight in Paris': "Immagina Parigi negli anni ’20, sotto la pioggia... gli artisti... gli scrittori...". È una viaggiatrice instancabile del mondo immaginifico. Ha un sogno nel cassetto: scrivere il suo primo romanzo, trovare un editore che punti su di lei, e aspettare che il libro diventi un best seller. Sì, insomma, ha un sogno nel cassetto: scrivere il suo primo romanzo...

mercoledì 10 settembre 2014

I 5 FINALISTI DEL PREMIO 2014

E dopo un'estate strana e piovosa, in corsa è arrivato settembre, ed è già giunto il momento di rendere noti i nomi dei 5 finalisti del Premio la Quara 2014.

Non è stato un compito facile, anzi, per i giurati, che hanno dovuto selezionare questi 5 racconti fra 205, in base a criteri di forma e di contenuto.

Vogliamo complimentarvi con voi, gentili partecipanti che ci avete "travolto" con le vostre storie, e che ci hanno dato un'impressione generale di altissima qualità nella scrittura.
I racconti da premiare, davvero, sarebbero stati molti di più, ma il premio per essere tale deve essere selettivo, perciò, ringraziandovi di cuore per la partecipazione, siamo a elencare 5 racconti finalisti, e i relativi autori.
Per loro, la stampa del racconto nell'antologia "Viaggio fra le righe" di Mup editorie, e l'invito alla cerimonia del prossimo 4 ottobre, dove si terrà la premiazione in base alla classifica definitiva.
L'ordine dei finalisti è puramente causale, non inerente alle posizioni nel concorso, che sapremo solo il giorno della premiazione.

"Giù in tandem" - Alessandra Biagini - Firenze
"Carovana" - Giuseppe Raspanti - Monticelli Brusati BS
"La storia di un amore"- Angela Incutto- Montalto Uffugo CS
"Nel nulla profumato di tigli" - Davide Maceroni- Avezzano AQ
"Mi piace il cuore della notte"-Paolo Pergolari-Castiglione del Lago PG

                                                    Complimenti, scrittori, vi aspettiamo a Borgotaro!

Nei prossimi giorni verrà reso noto il titolo ( e l'autore) del racconto selezionato per il premio speciale "Banca Monte Parma". 

giovedì 4 settembre 2014

Premio La Quara : chi ci sarà?

Settembre, tempo di letture e valutazioni.
Il bando è stato chiuso lo scorso 30 agosto, con un record di partecipazioni che ci ha letteralmente travolto: 205 scrittori, 205 racconti che hanno regalato grandi emozioni per la giuria tecnica, che sta valutando e selezionando i 5 finalisti che vedranno la loro opera stampata nel volume "Viaggio fra le righe" edito da Mup, e che saranno invitati alla premiazione, il prossimo 4 ottobre, a Borgo Val di Taro.

Il 10 settembre verranno resi noti i nomi dei 5 finalisti, ma sappiate già che nella rosa dei "papabili" c'è un ragazzo giovane, uno scrittore più "navigato", storie molto diverse fra loro, alcune fatte di mondi lontani, ed altre di esperienze più reali e commoventi...ma ho già detto troppo!

Torniamo al lavoro, c'è molto da fare...


mercoledì 13 agosto 2014

Premio La Quara : che il viaggio abbia inizio!

Solo due settimane ci separano dalla chiusura delle iscrizioni al Premio La Quara, ed il viaggio entra nella sua parte più complessa: la valutazione.
Per farvi entrare un poco nel "backstage" dell'organizzazione, in questo post vi raccontiamo quel che sta accandendo e quel che ci aspetta a breve...della serie "quest'anno niente ferie fino a ottobre"! :)

Una giuria tecnica, composta da docenti, scrittori e affamati lettori sta da due mesi valutando le opere arrivate fino al ora, che sono già più di cento, e crescono a dismisura...
...nel frattempo la segreteria organizzativa sta procedendo con la registrazione delle valutazioni dei singoli giurati per ogni racconto pervenuto che rientri nei parametri del bando, per poi procedere con il mega scrutinio che porterà, i primi di settembre, alla selezione dei 5 racconti finalisti che andranno subito in stampa alla casa editrice Mup per arrivare ancora caldi in forma di antologia il giorno della premiazione, ovvero il 4 ottobre.

Il 10 settembre i nomi dei finalisti verranno resi noti, e poco dopo avverrà anche la segnalazione per il riconoscimento di Banca Monte Parma.
Dopo di questo, tutto il mese di settembre sarà utile per concrentrare l'attenzione sul Premio e sulla cerimonia di premiazione, svelando i dettagli dei finalisti, creando attesa per l'evento che promette di essere davvero molto intenso e coinvolgente.

Con la passione e l'amore per la letteratura che ha fatto nascere questa iniziativa, anche la cerimonia di premiazione sarà trasformata in qualcosa di orginale, dove i i finalisti saranno protagonisti, insieme alle storie da loro scritte, in un pomeriggio di vero spettacolo che alternerà momenti classici delle premiazioni a momenti artistici molto alti, fra musica e recitazione.

A decidere la classifica dei 5 finalisti saranno 5 giurati d'eccezione, di cui vi abbiamo parlato nei precedenti post, che sapranno sicuramente interpretare al meglio il senso di questo concorso letterario, che vuole essere un inno alla cultura nei tempi di internet, e non solo.

L'aperitivo letterario,poi, avverrà con la presenza dell'ospite speciale Marco Buticchi, con una chiacchierata sullo scrivere e sul successo dell'autore, che tra l'altro abbiamo scoperto parlare della Valtaro in uno dei suoi ultimi romanzi!

Alla cena di gala, poi, i finalisti, la stampa e tutti coloro che hanno dato vita a questo premio saranno attorno ad un tavolo per chiudere la giornata degustando la gastronomia che ha resto Borgotaro famosa, a cominciare dal fungo porcino di Borgotaro IGP.

Quindi, una giornata davvero intensa ci aspetta, preceduta da un mese ancora più intenso ed eozionante. Seguiteci, se ne vedranno delle belle!

martedì 5 agosto 2014

Intervista a Massimo Beccarelli

Agosto è arrivato, manca meno di un mese alla scadenza definitiva del concorso letterario, ed il Premio La Quara, al suo primo anno di vita, è stato letteramente preso d'assalto da scrittori di tutte le età e tutte le provenienze, dall'Italia e dall'esterno. Nel ringraziarvi per ricordarci ogni giorno che la cultura è viva, nonostante tutto e tutti, oggi vi proponiamo una bellissima intervista fatta all'ideatore del Premio, Massimo Beccarelli, registrata negli studi di TRC TV di Modena, e andata in onda lo scorso 30 luglio.
Buona visione!


video

venerdì 25 luglio 2014

Una nuova opportunità per gli scrittori del Premio La Quara: la menzione speciale di Banca Monte Parma

Il Premio La Quara nasce fondamentalmente dal cuore, dalla passione e l'interessamento di persone e istituzioni che si sono "lanciate" in questo progetto spinti dalla volontà di creare qualcosa di fresco, di nuovo, e allo stesso tempo ad alto livello culturale.
Ma tutta la passione del mondo non è sufficiente, se manca il supporto di sponsor e collaboratori che credono nel progetto, e per questo dobbiamo ringraziare Banca Monte e la Valtarese Foundation di New York.
Per scelta precisa non ci sono altri sponsor del Premio, prediligendo quindi la qualità alla quantità: entrambi i sostenitori sono parte attiva del concorso, hanno un forte radicamento nel territorio ma allo stesso tempo lo sguardo lontano.

Una partecipazione che non è la mera trasposizione di logo, o di un nome, ma il sostenimento di un progetto fino alla condivisione completa dei suoi fini. 


Banca Monte Parma, per esempio, ha voluto legare il proprio nome a questo originale progetto  perché ne condivide a pieno gli obiettivi, che rappresentano due linee guida della sua attività quotidiana: promozione del territorio e valorizzazione dell’identità locale.

Proprio per questo  Banca Monte Parma selezionerà un elaborato a cui verrà assegnata, sempre nel corso della cerimonia del 4 ottobre, una menzione speciale, con relativo premio.

Un'altra importante occasione di visibilità per i partecipanti al Premio La Quara, che sono sempre più numerosi e provengono da ogni parte d'Italia.

Ricordiamo che il termine di consegna degli elaborati è fissata per il 30 agosto, e che i nominativi dei 5 finalisti saranno comunicati il 10 settembre.



venerdì 18 luglio 2014

Premio La Quara : la presentazione a Parma

Pubblichiamo oggi un estratto dal comunicato stampa relativo alla presentazione del Premio La Quara, tenutasi lo scorso 15 luglio nella prestigiosa sede di Palazzo Sanvitale a Parma, sede di Banca Monte, main sponsor dell'iniziativa.



"Si è svolta  a Palazzo Sanvitale, sede di Banca Monte Parma, la conferenza stampa di presentazione del Premio La Quara, concorso letterario innovativo per “short stories” con il quale Borgo Val di Taro si propone di rendere omaggio alla letteratura di viaggio e, attraverso tale genere, alla propria identità di terra di emigrazione.
Con la collaborazione della Biblioteca Manara e del Comune di Borgo Val di Taro, la prima edizione del premio “La Quara” è nata per volere di un comitato spontaneo composto da rappresentanti di lettori, scrittori, giornalisti e professori e grazie al prezioso sostegno di Banca Monte Parma e della Valtarese Foundation di New York.
Due istituzioni queste ultime che si sono distinte negli anni per l’impegno profuso a favore della valorizzazione del territorio. La Fondazione ha infatti lavorato con costanza per tenere vivo il legame della numerosa comunità di Valtaresi presente negli Stati Uniti con la propria terra d’origine, attraverso importanti iniziative sociali e culturali. Banca Monte Parma, che vanta oltre cinque secoli di storia, ha saputo coniugare l’appartenenza al primo Gruppo bancario italiano, Intesa Sanpaolo, con la vicinanza costante e attenta al proprio territorio, nell’ottica di promuoverne uno sviluppo sostenibile e responsabile.
Alla conferenza stampa sono intervenuti Erico Verderi – Responsabile Segreteria Generale di Banca Monte Parma, Diego Rossi – Sindaco Comune Borgo Val di Taro, Frank Capitelli – Presidente Valtarese Foundation New York, Ugo Vietti – Presidente Pio Istituto Manara, Massimo Beccarelli – Pio Istituto Manara e Luigi Alfieri – scrittore e caporedattore della Gazzetta di Parma, come componente della giuria di qualità.
“Banca Monte Parma ha voluto legare il proprio nome a questo originale progetto – ha dichiarato Erico Verderi – perché ne condivide a pieno gli obiettivi, che rappresentano due linee guida della sua attività quotidiana: promozione del territorio e valorizzazione dell’identità locale, nell’ottica di mettere a disposizione della comunità le importanti opportunità derivanti dalla nostra appartenenza al Gruppo Intesa Sanpaolo”.

“Abbiamo creduto subito in questo premio – ha affermato il Sindaco Diego Rossi – che costituisce un interessante investimento in ambito culturale e si rivolge a una platea nazionale, offrendo la possibilità di vedere le proprie opere pubblicate da MUP Editore ai finalisti, selezionati da una giuria di qualità. Ringraziamo per il supporto Banca Monte Parma e la Valtarese Foundation, due istituzioni che dimostrano, anche in questo caso, di avere le radici ben piantate sul territorio.”
“Ci tengo a ringraziare Banca Monte Parma – ha commentato Frank Capitelli – per il contributo a questa iniziativa e, più in generale, per il sostegno alla vallata di Borgotaro e alla Valtarese Foundation, che anche grazie al suo appoggio è arrivata a festeggiare i 24 anni di attività”.
“L’idea del concorso è nata all’interno del Consiglio del Pio Istituto Manara – ha spiegato Ugo Vietti – come una nuova modalità per proseguire nell’attività di rilancio culturale del territorio, che si è concentrata finora soprattutto sulla promozione della biblioteca come luogo di incontro e di diffusione della letteratura.”
“Abbiamo scelto di mettere al centro del concorso il racconto breve – ha aggiunto Massimo Beccarelli – un genere apparentemente minore che in realtà richiede notevoli competenze e impegno. La presenza di una giuria di elevato livello è garanzia della qualità e della serietà del premio e sta contribuendo a richiamare, insieme alla promozione fatta soprattutto attraverso le nuove tecnologie, già un buon numero di partecipanti. Ci auguriamo, con questa prima edizione, di aver posto le basi di un progetto che possa proseguire e migliorare nel tempo”.
“Mi dispiace solo di non poter partecipare, essendo già membro della giuria – ha commentato Luigi Alfieri – Ho accettato questo ruolo con entusiasmo perché Borgo Val di Taro è sinonimo di attività culturali di spessore e trovo che la short stories sia il soggetto giusto in un contesto in cui la comunicazione, pensiamo a quella sui social network e su internet, si fa sempre più abbreviata.”
Tema del concorso di quest’anno è il viaggio, con le sue immense potenzialità, ideale per la combinazione fra narrazione e descrizione, aperto a suggestioni che spaziano dal destino di popoli interi all’avventura del singolo individuo, inteso nelle sue molteplici accezioni, in un mondo in cui l’uomo si sposta continuamente per cercare condizioni di vita migliori, in un costante moto che contamina e arricchisce la società nelle sue varie caratterizzazioni.
Il nome del concorso, che significa “incrocio di vie”, rimanda al tema stesso del premio, ma anche ad uno degli angoli più suggestivi del centro storico del paese, piazza La Quara: la piazza diventa così il simbolo di approdo del viaggio, nonché il luogo di vita e di comunità, dove le persone e le culture si incontrano.
Il concorso è aperto a tutti, senza limiti di età. Gli elaborati dovranno pervenire entro il 30 agosto prossimo: sul sito http://premiolaquara.blogspot.it è possibile reperire il bando e le informazioni utili. Una giuria tecnica selezionerà fra i partecipanti i cinque finalisti, i quali saranno successivamente esaminati e votati da una giuria di qualità formata da nomi eccellenti del giornalismo e della letteratura, come lo scrittore e giornalista del Corriere della Sera Antonio Ferrari, lo scrittore e caporedattore della Gazzetta di Parma Luigi Alfieri, lo scrittore Guido Conti, la scrittrice Martina Dei Cas e lo scrittore e giornalista RAI Luca Ponzi. A loro toccherà decretare il vincitore sabato 4 ottobre 2014.
I cinque finalisti vedranno la propria opera pubblicata da MUP Editore in un’antologia, che sarà già disponibile nella giornata della premiazione. Inoltre lo sponsor Banca Monte Parma selezionerà un elaborato a cui verrà assegnata, sempre nel corso della cerimonia del 4 ottobre, una menzione speciale.
La premiazione, che si svolgerà in piazza La Quara (in caso di maltempo presso l’Auditorium Mosconi) a Borgo Val di Taro, sarà all’insegna dello spettacolo: le storie prenderanno letteralmente vita, fra musica e teatro. Infatti la consegna dei premi sarà accompagnata dalla recitazione di brani delle opere finaliste da parte della Compagnia Teatrale Zona Franca di Franca Tragni, con gli intermezzi musicali di Riccardo Costa Duo."


giovedì 3 luglio 2014

Il presidente di Giuria : Antonio Ferrari

Il Presidente della Giuria del Premio La Quara 2014 è il giornalista Antonio Ferrari.
Una persona carismatica e di grande cultura, autore di diversi libri di approfondimento sulla storia contemporanea, con particolare attenzione ai conflitti in Medio Oriente.


Nato a Modena  nel 1946, è giornalista. del Corriere della Sera.
Tra i suoi libri "Islam sì, islam no. Le colpe dei musulmani e le nostre" (Le Lettere, 2006).
Più di recente, "Sgretolamento. Voci senza filtro" (Jaka Book, 2013) in cui racconta i retroscena delle interviste a ventisette leader mondiali, realizzate da inviato speciale prima della caduta del Muro.

In questo video il suo intervento durante la conferenza stampa di presentazione del Premio.






lunedì 16 giugno 2014

Presentiamo un altro giurato: Luca Ponzi

Fra i giurati del Premio La Quara c'è Luca Ponzi, giornalista e scrittore che tutti conosceranno per i suoi servizi nei  TG RAI dall'Emilia Romagna.



Luca Ponzi vive a Fidenza, in provincia di Parma.
Giornalista prima alla «Gazzetta di Parma», ora alla sede RAI dell’Emilia Romagna, ha raccontato alcuni degli episodi di cronaca più importanti degli ultimi anni, dal crack Parmalat al rapimento del piccolo Tommaso Onofri.
Nel 2012 ha pubblicato Mostri normali. Storie di morte e d’altri misteri, una raccolta di cold case avvenuti in Emilia Romagna dagli anni ’70 a oggi.











L'ultima sua pubblicazione è il libro-indagine "Cibo criminale", edito da Newton & Compton, in cui  Luca Ponzi ricostruiscono, con documenti e sentenze, i traffici illeciti legati ai prodotti alimentari che ogni giorno portiamo in tavola.


















lunedì 9 giugno 2014

Da Parma al mondo : Guido Conti, un giurato d'eccezione

E' con grande piacere che vi presentiamo, per chi già non lo conoscesse, un altro importante giurato del Premio La Quara.
Si tratta di Guido Conti, scrittore parmigiano dalla carriera in costante crescendo.



Guido Conti è nato nel 1965 a Parma, dove vive e lavora.
Dopo i primi racconti apparsi sulla rivista "ClanDestino" è stato scoperto da Pier Vittorio Tondelli, che lo ha pubblicato inPapergang (Transeuropa, 1990). I racconti sono poi confluiti nel volume Il coccodrillo sull'altare (Guanda), che nel 1998 ha vinto il premio Chiara.
Tra i suoi romanzi: I cieli di vetro (premio Selezione Campiello 1999, Guanda), Il tramonto sulla pianura(Guanda, 2005) e Le mille bocche della nostra sete (Mondadori, 2010), tradotto in Olanda e Spagna.



Da sempre appassionato studioso dell'opera zavattiniana, Guido Conti ha curato la raccolta degli scritti giovanili di Cesare Zavattini, Dite la vostra (Guanda, 2002) e ha scritto Giovannino Guareschi.
Biografia di uno scrittore (premio Hemingway per la critica 2008, Rizzoli).

In questo video le prime righe del suo ultimo romanzo "Il grande fiume Po"



venerdì 6 giugno 2014

Conosciamo i giurati del Premio La Quara : Martina Dei Cas

Continuiamo la scoperta dei giurati che il prossimo 4 ottobre consacreranno il vincitore del Premio La Quara.
Oggi vi presentiamo Martina Dei Cas, giovane scrittrice nonchè unico membro femminile della giuria di quest'anno.


Martina Dei Cas è nata a Rovereto nel 1991. Vive ad Ala (TN). Studia Giurisprudenza ad indirizzo transnazionale presso l’Università degli Studi di Trento.
Ha vinto alcuni concorsi letterari: “Racconta il Teatro- Sipario d’Oro” (Rovereto -TN), per tre edizioni, “L’immagine parla” 2008, (Palazzolo sull’Oglio- BS), 4° Premio Capannese“Renato Fucini” 2008, (Montopoli Valdarno – PI), “Scrivere per Sport 2008” (Latina), “Orme Oltremare 2009”(Genova), “Il privilegio di esistere-Mai più violenza sulle donne 2010” (Macerata), “I racconti della CSR 2011” (Milano), “Da estraneo a straniero 2011” (Tufara, CB).
Si è classificata al terzo posto nel “5° Concorso Letterario Frontiere Grenzen 2009” (Fiera di Primiero, TN) e nel “Premio Omodei Zorini 2010”(Arona).
Altri suoi racconti sono editi in diverse antologie.
Nel 2009 è uscito il suo primo romanzo per ragazzi, “Una stravagante mattinata a Operà”, edito da Albatros Il Filo.
Nel 2010 è stata insignita dal Presidente della Repubblica del titolo di Alfiere del Lavoro.
Con il racconto “Chañan Curi Pilar” ha vinto il titolo onorifico di“Giovane Ambasciatrice CIRSI dell’Interculturalità 2011”.


Il romanzo che l'ha resa una scrittrice nota e apprezzata a livello nazionale è "Cacao amaro", nato da un' esperienza di volontariato presso l’Istituto Agropecuario U. Gervasoni di Waslala, (Region Autonoma del Atlantico Norte- Nicaragua),un collage di vite raccontate, conversazioni origliate sugli autobus gialli dal ritmo incalzante e leggende centroamericane.









giovedì 5 giugno 2014

Partecipare al Premio La Quara - MODULO DI ISCRIZIONE AL CONCORSO

Fondamentale, per la partecipazione al Premio La Quara, è allegare all'opera il modulo di iscrizione compilato, che riportiamo in questo post : è possibile quindi copiarlo e incollarlo su un normale file word, oppure anche richiere di riceverlo via mail alla segreteria del concorso premiolaquara@gmail.com.





                                                        MODULO DI ISCRIZIONE
                                      (da inviare in allegato all’invio dell’Opera in concorso)
Titolo dell’opera………………………………………………………………………………………………….
Cognome e nome dell'Autore ..........................................................................................................
Indirizzo: Via e numero civico ........................................................................................................
C. A. P., Città e Provincia ............................................................................................................
Stato o Regione ............................................................................................................................
Telefono e/o cellulare, Fax (eventuale) ...........................................................................................
E- mail ……………........................................................................................................................
DICHIARAZIONE
Il sottoscritto ..........................................................................................................................
DICHIARA
di conoscere il bando-regolamento del Concorso “Premio La Quara” e di accettarlo in tutte le sue parti.
DICHIARA ALTRESÌ di essere unico autore della composizione presentata al concorso, o di esserne il legale rappresentante, e di essere responsabile diretto di tutto ciò che vi è scritto; che la composizione inviata non è stata pubblicata in precedenza, neanche in parte. di accettare il giudizio insindacabile della giuria.
In fede
(data) .............................................
(firma) ........................................................................................

TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI
Il sottoscritto/a, ai sensi degli art. 7 e 11 Legge 675/96 dichiara di essere informato della finalità e modalità del trattamento dei dati consapevolmente indicati nella scheda presente e di autorizzarne l’archiviazione nella banca dati del Comitato del Premio Letterario “La Quara”.
Io sottoscritto/a ________________________________________________________
nato/a _________________________________ il _____________________________
Residente a ___________________________________________________________
Acconsento al trattamento dei miei dati personali da parte del Comitato del Premio Letterario “La Quara” (legge 675/96)
Data ______________________________
 FIRMA
__________________________________________
. (Nel casi di autore minorenne firma del genitore o del tutore legale)

sabato 31 maggio 2014

I giurati : Luigi Alfieri

Iniziamo a scoprire chi saranno i giurati del Premio La Quara, partendo da Luigi Alfieri, giornalista e scrittore, capo redattore della Gazzetta di Parma.



Luigi Alfieri (Cella di Palmia, Parma, 10 aprile 1957) è scrittore e giornalista di viaggi. È stato presidente di Neos, l’associazione che raccoglie giornalisti e fotografi del settore. Ha scritto libri di argomento storico e letterario (fra i quali Il piccolo Socrate, edito da Guanda), di gastronomia e di attualità. Ha realizzato un lungometraggio su temi legati alla tossicodipendenza trasmesso da Rai Uno. Luigi Alfieri è capo redattore della Gazzetta di Parma, il quotidiano più antico d’Italia, e ha collaborato per oltre un decennio con La Stampa di Torino. Ha organizzato mostre fotografiche e convegni su viaggio, poesia e letteratura in generale. Nel maggio 2011 ha pubblicato "Dune, balene e microchip, sette anni in giro per il mondo". Del 2012 è invece "Il sole e la Neve", presentato alla fiera del libro di Francoforte, al Monroe College di New York e, nel 2013, a Kaluga, durante il festival degli scrittori russi.



 Nell'ottobre 2013 è stato pubblicato il libro fotografico Parma Color Malva (Mup editore), raccolta di scatti dello Studio Amoretti accompagnati da racconti, frasi e descrizioni di Luigi Alfieri. Nello stesso anno, a novembre, Fermoeditore ne ha celebrato i vent'anni di carriera da scrittore con "Vent'anni e non sentirli", un antologia critica con estratti di tutti i suoi scritti e impreziosita dalle illustrazioni di Enrico Robusti e dai contributi di scrittori, giornalisti, critici e personalità del mondo della cultura. 

Luigi Alfieri è citato nel nono volume dell'enciclopedia Storia di Parma (Mup Editore, 2012) tra gli scrittori di rilievo degli ultimi 800 anni di letteratura cittadina.

(http://www.luigialfieri.com)

martedì 27 maggio 2014

Il Regolamento del concorso

REGOLAMENTO
1.  REQUISITI PER LA PARTECIPAZIONE
Il comitato “La Quara”, con la collaborazione della Biblioteca Manara e del Comune di Borgo Val di Taro (Parma), bandisce un concorso annuale, aperto a tutti gli scrittori (esordienti e non), articolato nell’unica categoria della Narrativa, legata al tema del viaggio, reale o fantastico.
Sono ammesse al concorso “short stories” inedite in lingua italiana, accompagnate da una dichiarazione sulla paternità dell'opera, contenente anche il consenso scritto dell'interessato al trattamento dei dati personali (per i minorenni occorre il consenso scritto dei genitori sia per la partecipazione al concorso che per il trattamento dei suddetti dati stessi).
Caratteristiche delle opere: il testo dovrà essere compreso tra le 10.000 e le 30.000 battute (spazi inclusi) e riportato su fogli formato A4, carattere 12 Times New Roman, interlinea 1,5 (margini: cm. 2,5).
Ogni autore può inviare (la partecipazione al bando è totalmente gratuita) un solo testo, che:
     dovrà essere inedito, in lingua italiana e non dovrà essere stato premiato in altri concorsi o già pubblicato, anche parzialmente, oppure presente in Internet;
     resterà di completa ed esclusiva proprietà dell’autore stesso;
     potrà essere sottoposto ad operazioni di editing, se ritenuto necessario dall’editore, prima della pubblicazione (l’autore dichiara di accettare espressamente tale clausola).


2.  MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE E TERMINI DI ISCRIZIONE
Tutte le opere dovranno essere inviate entro e non oltre le ore 24 del 30 agosto 2014 in formato pdf via mail all’indirizzo premiolaquara@gmail.com, allegando la scheda di iscrizione compilata in ogni sua parte. Non è prevista tassa di iscrizione al Concorso. Non è previsto il rimborso del viaggio per i partecipanti che presenzieranno alla giornata della premiazione, mentre ai 5 finalisti (la cui presenza è obbligatoria) sarà offerta dal comitato la cena di gala che si terrà al termine della premiazione e l’ospitalità per una notte in una struttura ricettiva convenzionata.


3.  SELEZIONE E MANIFESTAZIONE FINALE
Entro il 10 settembre 2014 verranno resi noti i nomi dei 5 finalisti che verranno esaminati dalla giuria di qualità che decreterà il vincitore nella giornata di sabato 4 ottobre 2014 in una cerimonia che avrà luogo a Borgo Val di Taro (PR), in piazza La Quara. I risultati della selezione saranno insindacabili, comunicati ai partecipanti via e-mail e pubblicati sul sito www.premiolaquara.wordpress.com. Sempre sul sito del concorso verrà resto noto a breve il programma della giornata.

4.  ESCLUSIONE
La direzione organizzativa si riserva la possibilità di non ammettere opere che siano non rispettose della serietà del concorso.
5.  MODIFICHE AL BANDO
L’organizzazione del concorso si riserva l’eventualità di modificare il presente bando per cause di forza maggiore o per il miglioramento dello stesso; le eventuali modifiche saranno comunicate ai partecipanti tempestivamente.
6.  ACCETTAZIONE DEL REGOLAMENTO
La partecipazione al Concorso implica la completa accettazione del presente regolamento. L’Autore garantisce la liceità dei testi forniti per partecipare, dichiarando di essere l’unico Autore e l’esclusivo proprietario dell’opera. L’Autore dà anche piena assicurazione che la rappresentazione o eventuale pubblicazione dell’opera non violerà, né in tutto, né in parte, diritti di terzi. Il comitato organizzatore si riterrà sollevato da eventuali rivalse di terzi, di cui risponderà esclusivamente e personalmente l’Autore.
7.  TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI E RESPONSABILITÀ
In relazione alla previsione che il materiale possa essere pubblicato e utilizzato dalla redazione per letture e reading, in esecuzione  del Decreto Legislativo n. 196 del 30 giugno 2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali), il partecipante fornisce il proprio  consenso al trattamento dei propri dati personali. Ogni autore partecipante sarà responsabile per i contenuti della propria opera.

8.  CRITERI DI SELEZIONE E PREMI
Per la valutazione delle opere si terrà conto della qualità, dei percorsi di ricerca formale e dell’originalità dei testi. Gli elaborati saranno sottoposti ad una prima selezione da parte di un comitato di lettura, che selezionerà le 5 opere finaliste che verranno valutate dalla giuria di qualità (la cui eventuale variazione sarà tempestivamente comunicata), presieduta dallo scrittore e giornalista del Corriere della Sera Antonio Ferrari e composta da Luigi Alfieri (scrittore e capo redattore della Gazzetta di Parma), Guido Conti (scrittore), Martina Dei Cas (scrittrice) e Luca Ponzi (scrittore e giornalista RAI).
Il premio del concorso consiste nella pubblicazione dell’antologia delle 5 opere finaliste a seguito di stipula di contratto editoriale da parte del comitato con la casa editrice “M.U.P.” di Parma (la tiratura minima del libro sarà sulla base del valore economico del premio); l’autore dell’opera giudicata vincitrice riceverà, inoltre, trenta copie dell’antologia dei finalisti pubblicata, il secondo classificato 20 copie e il terzo 10, mentre tutti i finalisti verranno omaggiati con un cesto gastronomico di prodotti tipici del territorio.
Le decisioni della Commissione redazionale saranno inappellabili e il materiale non verrà restituito. Partecipando all’eventuale selezione, si concede il diritto, a titolo gratuito, di prima edizione delle opere inviate senza avere nulla a pretendere come Diritto d’Autore.

Per informazioni: segreteria del Premio “La Quara” (referente: Elisa Delgrosso), c/o Biblioteca Manara di Borgo Val di Taro (tel. 0525/96796; mail: premiolaquara@gmail.com).